
E’ mattiniera come me, si sveglia prestissimo quando l’alba pare ancora bambagia avvolta nelle braccia di Morfeo:è la mia ‘surfinia cascante’, e bisbiglia triste perchè non se ne vuole andare.
Adorna il mio balcone da primavera, deliziosa e intrigante come fosse una bella donna a testa in giù che lascia fluttuare la chioma al soffio del vento; l’ho dissetata,nutrita e coccolata per tutta la stagione: canticchiava sotto la pioggia,sospirava accarezzata dalla brezza e sbuffava costretta al sole cocente, ma ogni sera girava sempre il musetto per regalarmi il sorriso più bello.
La delicatezza dei fiori e delle piante è disarmante, a volte non basta avere mani di velluto eppure sanno sfidare le forzature delle stagioni, osano resistere sino a quando giunge il tempo di sfiorire: tra poco il vero autunno busserà alla porta…e la mia surfinia se ne andrà.
Nessun pollice verde, è semplicemente il richiamo e la passione per le cose belle: luce,terra,aria.
La natura è meravigliosa e il mondo vegetale non manca mai di stupirmi: adoro seguire il contorno di un petalo,deliziarmi dell’eleganza di una foglia,saggiare la vitalità di uno stelo,emozionarmi per la maestosità di un albero…e perfino un rametto spezzato non è mai perduto, anzi è pronto a dar vita ad un’altra piantina. Il mio ‘ficus benjamina’ è speciale proprio perchè è nato da un ramo spezzato di una pianta che apparteneva alla mia nonna, e vederlo crescere mi riempie di gioia come se fossimo ancora insieme a guardare la sua bellezza.
E’ ancora piccino e lo seguo con estrema attenzione affinchè resista il più a lungo possibile:cimatura dolce per l’infoltimento dei rami,una leggera lucidata alle foglie e poi via in casa al calduccio per tutto inverno.
Per il ‘papiro’ (varietà Gracilis) tutto è molto più semplice: è una pianta robusta ed in fatti è fuori casa sia estate che inverno; è una varietà che a me piace molto perchè trasmette allegria e la caratteristica sta nella bellezza dello stelo molto lungo che termina in ciuffi di brattee affusolate che sembrano ombrellini aperti: peccato per il poco spazio che mi vede costretta a potature drastiche, ma nulla si getta e con le vecchie brattee preparo nuovo talee.
Eh sì, mi mancherà moltissimo la poesia dei fiori che illuminano la notte: le dolcissime ‘belle di notte’ andranno anche loro in letargo dopo aver lasciato a terra i semi fertili che il prossimo anno riprodurranno sfumature nuove nei fiori, in una sorta di pennellate a sorpresa.
Ecco, l’autunno è alle porte e per me è davvero impossibile non posare lo sguardo sui colori e gioire a nuove piante adatte a temperature invernali: i ciclamini splendidi nelle tinte pastello e le viole del pensiero affascinanti e poetiche, adorneranno balcone e davanzali, sfidando il rigido inverno e scaldando il mio cuore. Certo, le stagioni si susseguono ed io sono sempre pronta a cogliere il meglio.
Ogni bella emozione nasce guardando il mondo…e anche aspettando le viole.







